Consigli del farmacista
Covid-19, aumenta il rischio di malattia cardiovascolare e morte nel breve e nel lungo periodo
farmacista33.it - Con il Covid aumenta il rischio di malattia cardiovascolare e morte di 81 volte nelle prime tre settimane dalla diagnosi e resta più elevato di cinque volte fino a 18 mesi dopo l'infezione
Il COVID-19 è associato a un più alto rischio di malattia cardiovascolare e morte nel breve e nel lungo periodo, almeno secondo uno studio pubblicato su Cardiovascular Research da un team dell'Università di Hong Kong e secondo il quale, in particolare, rispetto alle persone che non hanno contratto l'infezione, quelli con la malattia hanno un rischio più elevato di 81 volte di morire nelle prime tre settimane dall'infezione e il rischio resta cinque volte più alto fino a 18 mesi dopo.
Le evidenze raccolte su soggetti non vaccinati
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Reazioni avverse ai farmaci: allergie agli antibiotici, come riconoscerle. Ecco cosa bisogna sapere
farmacista33.it - Le allergie ai farmaci sono in molti casi autoriportate soprattutto per gli antibiotici. Quali sono segni e sintomi di allergia agli antibiotici?
Le allergie ai farmaci sono in molti casi autoriportate e questo succede in modo particolare per gli antibiotici. Nei Paesi ad alto reddito, a riferire un'allergia alla penicillina è il 5-15% dei pazienti, ma, nella maggior parte dei casi (> 95%), per questi pazienti eÌ altamente probabile che sia tollerata una nuova esposizione. La sovradiagnosi di allergie non è rara e tale situazione ha conseguenze importanti, comportando spesso l'uso non necessario di antibiotici alternativi. Ma quali sono segni e sintomi di allergia agli antibiotici? Quali le manifestazioni di minore entità che possono essere riferite ai farmacisti?
Allergia agli antibiotici: cosa è importante sapere
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“Dopo di noi”. Corte dei conti: “Troppi ritardi nell’attuazione della legge, ne hanno beneficiato solo 8.424 soggetti su una platea di 100/150mila destinatari. Regioni in ritardo e mancano i Lep”
ilfarmacistaonline.it - “Il fatto che solamente 8.424 persone risultano aver effettivamente beneficiato delle prestazioni erogate, evidenzia un’applicazione della legge ancora molto limitata ed estremamente eterogenea a livello territoriale. Una situazione che mette in luce sia l’urgenza di dover determinare i Livelli Essenziali delle Prestazioni (LEP) da garantire alle persone con disabilità, sia la necessità di controlli idonei a verificare, su tutto il territorio nazionale, la corretta e completa attuazione della legge n. 112/2016, istitutiva del Fondo”. LA DELIBERA DELLA CORTE.
12 GEN - Dei circa 466 milioni di euro stanziati tra il 2016 e il 2022 per l’autonomia e l’inclusione delle persone con disabilità grave e senza sostegno famigliare, soltanto 240 sono stati effettivamente trasferiti alle Regioni, che non hanno provveduto a rendicontare l’effettiva attribuzione delle risorse ai destinatari. Solamente sei Regioni (Abruzzo, Emilia-Romagna, Friuli Venezia-Giulia, Lazio, Toscana e Piemonte) risultano aver ricevuto tutte le somme complessivamente assegnate, mentre le altre hanno riscosso solo in parte le quote spettanti.
E’ quanto emerso dall’analisi conclusiva, approvata con Delibera n. 55/2022/G, che la Sezione centrale di controllo sulla gestione delle amministrazioni dello Stato della Corte dei conti ha condotto sull’attuazione delle misure volte al benessere, la piena inclusione sociale e l’autonomia delle persone con disabilità grave prive di sostegno familiare, previste nel “Fondo Dopo di Noi” istituito dalla legge 22 giugno 2016, n. 112 che ha introdotto apposite misure di assistenza, cura e protezione delle persone con disabilità grave prive di sostegno familiare o comunque in vista del venir meno del sostegno stesso, attraverso la progressiva presa in carico della persona interessata già durante l’esistenza in vita dei genitori.
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